Servizio RIDInet

Il Centro Italiano Logopedia offre per i bambini e adulti con diagnosi di DSA o con disturbi del linguaggio il servizio RIDInet.
Attraverso delle applicazioni (App) si propongono dei percorsi riabilitativi personalizzati in base alle esigenze specifiche riabilitative o in base alla diagnosi.
Ogni App è progettata pensando a come motivare il bambino nel percorso riabilitativo utilizzando ambienti divertenti e coinvolgenti.

Tavola Rotonda al Centro Italiano Logopedia

PER INSEGNANTI E GENITORI DI BAMBINI DELLA SCUOLA PRIMARIA E SECONDARIA DI 1° GRADO

OBIETTIVI DELLA TAVOLA ROTONDA

La tavola rotonda è un evento dinamico e personalizzato dove gli specialisti pedagogisti, psicologi e logopedisti interagiscono con gli insegnanti e i genitori in un dibattito. Viene proposto un argomento e gli specialisti si mettono a disposizione con la propria esperienza e professionalità, rispondendo alle specifiche richieste, con l’obiettivo di trovare soluzioni pratiche e concrete per risolvere i bisogni e i dubbi che l’insegnante e il genitore si ritrova ad affrontare quotidianamente.

DESTINATARI
Insegnanti, educatori, pedagogisti, genitori

CALENDARIO E ARGOMENTI DELLE TAVOLE ROTONDE
16 marzo 2019 dalle 14.30 alle 16.30: Bambini con difficoltà di attenzione: strategie a scuola e a casa

23 marzo 2019 dalle 14.30 alle 16.30: Bambini BES: adattamento testi e verifiche personalizzate

30 marzo 2019 dalle 14.30 alle 16.30: Valutare i bambini DSA: voti, giudizi e rendimento scolastico.

RELATORI
Dr.ssa Alessandra Peli, Pedagogista, Formatrice – Tutor DSA
Dr.ssa Alessandro Marchi, Pedagogista
Dr.ssa Athena Verga, Psicologa
Dr.ssa Dorella Minelli, Logopedista
Scarica la locandina della tavola rotonda

COSTI E ISCRIZIONE
Le tavole rotonde son aperte ad un minimo di 6 partecipanti ad un massimo di 8 partecipanti.
Il costo dell’iscrizione:
1 tavola rotonda è pari a 90 euro (IVA inclusa)
2 tavole rotonde è pari a 160 euro (IVA inclusa)
3 tavole rotonde è pari a 235 euro (IVA inclusa)
Le iscrizioni sono da compilare sul sito www.centroitalianologopedia.it entro il 10 marzo 2019, seguendo le indicazioni date.
L’iscrizione è considerata effettiva in seguito all’avvenuto pagamento.

Intestare il bonifico a: DORELLA MINELLI
Causale: ISCRIZIONE TAVOLA ROTONDA (specificare il numero e il titolo della tavola rotonda)
IBAN IT42D0200811219000101511393
Dopo l’iscrizione online verrete contattati dal Centro Italiano Logopedia per la conferma dei posti disponibili

    Autorizzo il trattamento dei miei dati personali ai sensi del GDPR e del Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 - Leggi informativa

    SEDE DEL CORSO
    Centro Italiano Logopedia
    Via Benedetto Croce 31 Brescia

    Corso di femminilizzazione della voce, linguaggio verbale e non verbale

    Giornata di studio per Logopedisti
    RIEDUCAZIONE LOGOPEDICA DELLA DONNA TRANSGENDER: FEMMINILIZZAZIONE DELLA VOCE, LINGUAGGIO VERBALE E NON VERBALE

    Sabato 9 marzo 2019

    Centro Italiano Logopedia via Benedetto Croce 31 Brescia
    Responsabile Scientifico: Dr.ssa Dorella Minelli

    PROGRAMMA
    Ore 9.00-9.30 Registrazione partecipanti

    Introduzione al transgenderismo:
    Ore 9.30-10.00 Chi sono le pazienti transgender – Dorella Minelli, Logopedista
    Accoglienza della paziente transgender:
    Ore 10.00–11.00 Il primo colloquio conoscitivo – Dorella Minelli, Logopedista
    Femminilizzazione della voce:
    Ore 11.00-16.00 con pausa pranzo dalle 13.00 alle 14.00
    • La valutazione logopedica della paziente transgender in rapporto ai criteri di femminilità vocale – Anna Guerrini, Logopedista

    • L’iter terapeutico logopedico: preparazione, frequenza fondamentale, modulazione dell’intonazione e pitch-range di comodità in conversazione, risonanza, volume, articolazione – Anna Guerrini, Logopedista; Dorella Minelli, Logopedista

    • Criticità e materiale di supporto – Anna Guerrini, Logopedista

    • Allenamento vocale per l’estensione della voce alla quotidianità – Sabrina Steccanella, Partner comunicativo

    Femminilizzazione del linguaggio verbale e non verbale:

    Ore 16.30-17.00 Differenze di genere nel linguaggio verbale e non verbale – Dorella Minelli, Logopedista

    Ore 17.00-17.30 Training logopedico per la femminilizzazione del linguaggio verbale e non verbale – Elisabetta Bandiera, Logopedista

    Ore 17.30-18.00 Lo stile che rispecchia la persona e si adatta al suo lifestyle – Veronica Franzoni, Consulente d’immagine e Personal shopper

    Ore 18.00-18.15 Chiusura del corso.

    QUOTE DI ISCRIZIONE
    Il costo è pari a 120 euro IVA inclusa
    Intestare il bonifico a: DORELLA MINELLI
    Causale: ISCRIZIONE CORSO DI FEMMINILIZZAZIONE DELLA VOCE 2019
    IBAN IT42D0200811219000101511393

    Scarica la locandina del corso

      Autorizzo il trattamento dei miei dati personali ai sensi del GDPR e del Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 - Leggi informativa

      Servizio Tesina per l’esame del 3° anno Scuola Secondaria di 1° grado

      Il Centro Italiano Logopedia propone per i ragazzi che devono affrontare l’esame del 3° anno della Scuola Secondaria di 1° grado un Servizio per accompagnarli nella preparazione della Tesina.

      Sono i Pedagogisti/Tutor aiuto compiti specialistici esperti del settore con esperienza in ambito scolastico che insieme ai ragazzi:
      • scelgono gli argomenti della Tesina;
      • creano i collegamenti tra le materie scolastiche presenti nella Tesina;
      • personalizzano la tesina in base al tipo di metodo di studio del ragazzo, utilizzando mappe mentali, mappe concettuali, lap book, riassunti, immagini etc.;
      • forniscono strategie per memorizzare la tesina per poterla esporre in tranquillità
      • forniscono la Tesina in versione PDF per poterla poi stampare.

      Mattina e sera: le routine per diventare…grandi!

      Essere autonomi… che grande conquista!!!!
      Anche nel metodo montessoriano ricorre la frase ”Aiutami a fare da solo”
      Perché è così importante diventare autonomi?
      L’autonomia è sinonimo di fiducia in sé stessi, sicurezza e forza a livello emotivo.
      Si inizia nel proprio nucleo familiare gestendo le piccole attività quotidiane di routine (mangiare da soli, vestirsi da soli preparare la cartella da soli, andare in bagno da soli, mettere in ordine la propria cameretta ) per poi gettare le basi per una competenza sociale generalizzata necessaria per gestirsi nelle relazioni con gli altri.
      L’autonomia è ovviamente un processo graduale, ogni bambino deve essere reso indipendente in funzione dell’età e dello sviluppo psichico e fisico, tenendo conto che alla fine dell’adolescenza devono essere completamente autonomi su tutto.
      Se un bambino/adolescente ha sempre bisogno del genitore, avrà una scarsa fiducia in sè stesso e incapacità a gestire adeguatamente i problemi e, in alcuni casi, può arrivare ad avere ansia e disturbi depressivi.

      Il Centro Italiano Logopedia propone delle schede come esempi che ti possono aiutare a raggiungere a piccoli passi questo obiettivo fondamentale. Ogni attività quotidiana di routine può evolvere nel corso del tempo, in relazione alle conquiste del bambino, per consentire nuovi apprendimenti e nuove autonomie. Le routine cambiano in base all’età, alle competenze del
      bambino, allo stile educativo genitoriale e agli obiettivi che si vogliono raggiungere.

      Scarica e stampa la scheda e le immagini di azioni da svolgere in autonomia. Appendi la scheda nel luogo in cui devono avvenire le attività. Attacca del velcro sul retro dell’immagine in modo che una volta che il bambino ha effettuato l’azione richiesta possa attaccare l’immagine sulla scheda.

      Se vuoi costruire una scheda di routine personalizzata il Centro Italiano Logopedia propone consulenze pedagogiche mirate al bisogno del tuo bambino.

      Inoltre il Centro Italiano Logopedia propone delle consulenze pedagogiche con Pedagogisti altamente qualificati che ti possono sostenere nel raggiungimento dell’autonomia del tuo bambino.

      MATTINA:
      Scarica qui la scheda da compilare
      Scarica qui la scheda d’esempio
      Scarica qui le immagini

      SERA:
      Scarica qui la scheda da compilare
      Scarica qui la scheda d’esempio
      Scarica qui le immagini

      Sette domande sulla psicomotricità

      1 SI SENTE PARLARE SPESSO DI PSICOMOTRICITA’, MA COSA È E DI CHE COSA SI OCCUPA?
      Partendo dalla parola “Psicomotricità” possiamo intuire che possa essere una disciplina che riguarda sia il movimento sia l’aspetto psicologico: corpo/mente. Ed è proprio su questi due termini che trova fondamento la psicomotricità.
      Già Platone diceva che “si può conoscere di più un bambino in un’ora di gioco che in un anno di conversazione” e con questa intuizione si sottolineava come, soprattutto nel primo decennio di vita, il linguaggio con cui il bambino esprime se stesso non è tanto quello verbale, ma è proprio quello del corpo, del movimento e dell’azione che si concretizza nel gioco.
      Ed è proprio attraverso il gioco che lo Psicomotricista lavora, perché il gioco è, per lo specialista, uno strumento e una chiave di lettura per indagare il mondo emotivo dei bambini.
      Recenti studi hanno confermato che la vita psichica-emotiva di un individuo inizia già durante la gravidanza, perché il feto, nel grembo materno, sperimenta le prime percezioni e sensazioni corporee, di conseguenza il corpo e il movimento portano alla formazione del pensiero.

      
2 COSA SI FA NELLA STANZA DELLA PSICOMOTRICITÀ?
      Si gioca, ma si gioca bene. Il gioco diviene un’attività terapeutica in cui lo Psicomotricista accoglie il bambino. “Far giocare bene” il bambino significa portare il bambino ad un’evoluzione positiva del gioco, e questo è l’obiettivo dello Psicomotricista, perché è proprio attraverso il gioco che è possibile risolvere le eventuali carenze cognitive, sensoriali, relazionali, psicologiche, socio-parentali.

      3 COSA SI TROVA NELLA STANZA DELLA PSICOMOTRICISTA?
      Il materiale che si trova nella stanza è molto semplice: cubi, rettangoli di gomma piuma, materassi, palle, teli, corde etc. Ma pur partendo da una semplicità di setting l’aspetto fondamentale è l’utilizzo del corpo, del movimento, dell’azione del gioco e la relazione che si instaura con lo Psicomotricista che guida il bambino nel passare “dall’essere un corpo al riconoscersi come corpo”.

      4 QUANDO FARE PSICOMOTRICITÀ?
      La terapia psicomotoria individuale è utile per i bambini di età compresa solitamente tra i 0 e gli 8-9 anni per quando si verificano blocchi o rallentamenti nel processo di maturazione psico-corporea dei bambini: disturbi dell’espressività motoria, ritardi dello sviluppo psicomotorio, ritardi cognitivi, disturbi e ritardi del linguaggio, difficoltà relazionali (aggressività o inibizione) e difficoltà comportamentali.

      

5 QUALI SONO I SEGNALI CHE UN GENITORE PUÒ COGLIERE?
      Ci sono dei segnali, che potrebbero essere indice di una difficoltà interferente sullo sviluppo del bambino e la cui presenza potrebbe richiedere l’intervento di uno Psicomotricista
      Il genitore può osservare che il bambino non è in grado di fare ciò che gli altri bambini della stessa età hanno raggiunto.
      Il bambino manifesta uno stato di tensione o essere eccessivamente attivo o al contrario sempre tranquillo e stanco. Potrebbe osservare che il bambino è troppo precipitoso ad agire o al contrario molto lento. Si può muovere in modo goffo, inciampa, gli cadono spesso gli oggetti dalle mani. Non riesce a stare seduto e a mantenere una postura corretta rispetto all’attività che sta facendo.
      Non ha raggiunto le autonomie per cui non è in grado di allacciarsi le scarpe, di vestirsi o di svestirsi totalmente o parzialmente. Non è in grado di mangiare da solo o utilizza non correttamente le posate o mangia con le mani.
      Fa fatica a capire e ad eseguire le vostre istruzioni.
      Se all’età di 6 anni alterna la destra e la sinistra nello scrivere o disegnare, fa fatica ari conoscere la destra dalla sinistra.
      Ha un’impugnatura della matita, penna e/o pennarello non corretta.
      Fa fatica a fare il gioco dell’infilo/sfilo o non sa usare le forbici per le attività di taglio.
      Quando all’età di 4/5 anni colora i disegni prestampati, ma esce dai bordi
      E’ molto disordinato, dimentica dove mette le cose, non si ricorda i nomi di oggetti familiari o viceversa è eccessivamente ordinato, abitudinario e fatica ad abituarsi ai cambiamenti.
      Quando all’ultimo anno della scuola materna non ha ancora imparato i giorni della settimana oppure non comprende i concetti temporali “prima/dopo” ed “ieri/oggi/domani”.
      Fatica a rimanere in una situazione statica, agitandosi nelle situazioni di gruppo, non mantenendo la fila.
      Presenta aggressività verbale o fisica, “fa i capricci” o si arrabbia quando non ottiene ciò che vuole, quando non può fare qualcosa o non riesce a farla
      È molto timido, tranquillo, silenzioso, non guarda negli occhi, ha una forte paura degli estranei, si isola rispetto al gruppo dei coetanei
      Sembra sempre distratto e cambia continuamente gioco, non termina le attività.

      6 QUAL È IL NESSO CHE LEGA PSICOMOTRICITÀ E LOGOPEDIA? PERCHÉ UN BAMBINO CON DIFFICOLTÀ DEL LINGUAGGIO DOVREBBE FARE PSICOMOTRICITÀ?
      Sia la logopedia che la psicomotricità si occupano di comunicazione: la logopedia si occupa prevalentemente del linguaggio verbale (suoni, parole, frasi, narrazione) e la psicomotricità del linguaggio non verbale (gestualità e movimento)
      Studi recenti sottolineano lo stretto legame neuro-funzionale che esiste tra linguaggio e motricità: in parole semplici, alcune regioni cerebrali deputate a compiti motori sono anche coinvolte in compiti linguistici e alcune aree cerebrali del linguaggio si attivano durante l’esecuzione di compiti motori.
      Ecco perché il Centro Italiano Logopedia offre un Servizio di Logomotricità in cui contemporaneamente la logopedista e la psicomotricista lavorano con il bambino per attivare in modo equilibrato sia il linguaggio che il comportamento.

      7 PSICOMOTRICITÀ E DISLESSIA: PERCHÉ INTERVENIRE?
      La psicomotricista è in grado di individuare i segnali precoci in età prescolare che possono evolvere poi alla scuola primaria in Disturbi Specifici dell’Apprendimento.
      A livello preventivo, utilizzando test di screening, è possibile individuare e quantificare le possibili difficoltà a disegnare, a orientarsi nel tempo e nello spazio, a coordinare i movimenti generali o delle mani, di memorizzazione, nel processo di lateralizzazione e nelle autonomie quotidiane, abilità necessarie come prerequisito per affrontare l’apprendimento della lettura, della scrittura e del calcolo.
      Successivamente a livello riabilitativo psicomotorio è possibile sostenere e rinforzare le abilità risultate fragili, per affrontare la scuola con un maggiore benessere

      Dr.ssa Dorella Minelli
      Titolare Centro Italiano Logopedia

      Tavola rotonda a scuola

      Sei un insegnante e necessiti di soluzioni pratiche?
      Il Centro Italiano Logopedia organizza all’interno delle scuole primarie e secondarie di 1° grado:

      PROGETTO TAVOLA ROTONDA A SCUOLA

      PREMESSA
      Per anni abbiamo proposto, come formatori e specialisti nel settore, corsi di formazione di tipo frontale ad insegnanti che hanno sempre avuto un ruolo di ascoltatori passivi.
      La nostra esperienza lavorativa però ci ha portato ad una riflessione importante: questa modalità non basta, non è sufficiente per dare agli insegnanti delle soluzioni pratiche e concrete che possono essere usate quotidianamente in base alle esigenze scolastiche.
      Da qui il progetto di proporre una tavola rotonda dove noi specialisti ci mettiamo a disposizione, con la nostra esperienza, interagendo e dando vita ad un dibattito che risponda alle esigenze degli insegnanti, nel quale gli insegnanti stessi possano confrontarsi ed avere risposte mirate rispetto ai temi riguardanti il mondo della scuola.
      Questo vuole essere un evento dinamico, ma soprattutto personalizzato che copre le richieste e i bisogni di voi insegnanti.

      DESTINATARI DEL PROGETTO
      Insegnanti, dirigenti, collaboratori scolastici e, a discrezione della scuola i rappresentanti dei genitori, che operano nella scuola primaria e secondaria di 1° grado.

      FINALITA’
      Offrire agli insegnanti di intervenire nella tavola rotonda con l’obbiettivo di avere la possibilità di un confronto ed avere risposte concrete da specialisti esperti nel settore quali pedagogisti, psicologi e logopedisti che si caratterizzano da un alto profilo professionale e da un costante aggiornamento in merito alla gestione strategica del gruppo classe, alla strutturazione dei piani didattici personalizzati, all’impostazione di didattiche innovative, alle modalità di innalzamento dell’autostima del singolo alunno.

      OBIETTIVI
      1. Valorizzare e promuovere la crescita professionale.
      2. Saper affrontare i cambiamenti e i bisogni formativi che la società di oggi presenta.
      3. Rafforzare le competenze progettuali, valutative, organizzative e relazionali in riferimento alla qualità del servizio scolastico.
      4. Attivare iniziative finalizzate al confronto, da cui poter trarre spunti e riflessioni che comportino una ricaduta sulla didattica e sul lavoro svolto dal docente in classe.
      5. Promuovere l’uso consapevole delle opportunità offerte dai nuovi strumenti tecnologici e dalle didattiche innovative.

      MODALITA’ OPERATIVE
      Ogni tavola rotonda ha la durata di 2 ore con data e orario da concordare, preferibilmente
      durante le ore pomeridiane.
      Il numero degli insegnanti partecipanti sarà a discrezione del dirigente scolastico tenendo in considerazione che un numero troppo elevato di presenze può inficiare l’efficacia della tavola rotonda.
      I docenti, tramite il dirigente, riceveranno avviso dell’iniziativa e potranno inviare tramite all’indirizzo mail info@usama.demoareaweb.it gli argomenti che più interessano.
      La scelta degli argomenti darà poi lo spunto, durante la tavola rotonda, per avviare un confronto aperto a domande che verranno poste agli specialisti. La tavola rotonda così ha una struttura flessibile, in quanto deve rispondere ai reali bisogni, è personalizzata e costruita sulle richieste della scuola e dell’insegnante.
      In ogni tavola rotonda vengono affrontati tre temi da voi scelti.
      A titolo esemplificativo e non esaustivo, i temi potrebbero riguardare:
      – bisogni educativi speciali (BES) e normative di riferimento;
      – disturbi specifici dell’apprendimento (DSA);
      – disturbo da deficit dell’attenzione e iperattività (ADHD);
      – gestione complessità classe;
      – didattica inclusiva;
      – didattica per competenze;
      – strumenti compensativi, misure dispensative e P.D.P.;
      – adattamento testi e verifiche personalizzate;
      – strategie metodologiche didattiche specifiche e diversificate;
      – valorizzare le differenze;
      – autoconsapevolezza e autostima;
      – gestione delle emozioni;
      – come leggere una valutazione/certificazione DSA.

      COSTI
      Il costo di una tavola rotonda della durata di 2 ore e con la presenza di 3 specialisti del settore (in allegato il curriculum vitae dei professionisti) è pari a 380 euro. Il prezzo si intende IVA, ritenuta d’acconto e rivalsa INPS esclusa.

      Clicca qui per scaricare il progetto.

       

      SCREENING DSA ADULTI PER GLI INSEGNANTI DELLA SCUOLA

      PREMESSA
      Si stima che i DSA interessino una percentuale fra il 3 e il 5% delle persone adulte. In Italia le persone con DSA sono più di 2 milioni, e ogni anno 12.000 persone con DSA cercano di inserirsi nel mondo del lavoro. La ricerca scientifica ha ampiamente dimostrato che un ambiente di lavoro adeguato permette non solo di compensare le difficoltà, ma anche di acquisire strategie di successo e di agevolare l’emergere delle potenzialità delle persone, facilitandone la crescita professionale.
      Per nostra esperienza come specialisti del settore abbiamo raccolto testimonianze di insegnanti che si rivedono nelle difficoltà degli alunni certificati DSA, ma che non sono a conoscenza delle potenzialità di individuazione delle problematiche e delle strategie di compenso negli adulti.

      DESTINATARI DEL PROGETTO
      Insegnanti, dirigenti, collaboratori scolastici.

      FINALITA’
      Offrire ai dirigenti l’individuazione, tra il corpo insegnanti esistente e tra gli insegnati che richiedono un inserimento lavorativo, possibili casi di dislessia e altri DSA.

      OBIETTIVI
      Individuare i possibili casi di sospetto di dislessia e altri DSA, proporre un eventuale approfondimento diagnostico e far emergere il potenziale e i talenti degli insegnanti con Dislessia e altri DSA.

      MODALITA’ OPERATIVE
      Viene fornito un questionario di screening che può essere indicativo di un sospetto DSA. Dopo la compilazione, lo screening viene riconsegnato al Centro che provvederà a dare disponibilità di qualsiasi informazione relativa ad un approfondimento diagnostico e di possibile intervento terapeutico.

      COSTI
      Lo screening DSA adulti è gratuito.

      Clicca qui per scaricare il progetto.
      CONTATTI
      Dr.ssa Dorella Minelli Titolare del Centro Italiano Logopedia
      Telefono: 339 1496319
      Mail: info@usama.demoareaweb.it

       

      Le “smorfie” utili allo sviluppo del linguaggio

      Soffiare, sorridere, fare l’occhiolino, alzare le sopracciglia sono alcuni esempi delle “smorfie”, dette tecnicamente “prassie”, che i bambini padroneggiano come requisito al corretto sviluppo di fondamentali abilità: è il caso della masticazione, della deglutizione, della respirazione, dell’espressività del volto e, non da ultimo, dell’articolazione del linguaggio.
      Ci sono infatti dei movimenti che il bambino deve essere in grado di eseguire volontariamente e che aiutano la pronuncia corretta delle lettere.Ad esempio, le lettere “s” e “f” si rendono con una fuoriuscita d’aria simile a un soffio, la “p” e la “b” richiedono un movimento delle labbra simile a uno scoppio. Più questi movimenti sono precisi e ben gestiti e probabilmente migliore sarà l’articolazione delle singole lettere, ma ancor più delle parole e delle frasi.

      Quali sono?
      Si tratta di movimenti che interessano nello specifico le labbra, la lingua, la bocca, le guance e il volto e ne sono d’esempio lo scoppio delle labbra come un pesciolino, lo schiocco della lingua come il galoppo del cavallo, mandare un bacio, soffiare, fischiare, aprire e chiudere la bocca, mostrare la lingua, canticchiare una melodia e ancora, corrugare la fronte, gonfiare le guance e tante altre.

      In quali occasioni si possono osservare?
      Le prassie si sviluppano normalmente in modo spontaneo, senza un insegnamento da parte dell’adulto; hanno una propria evoluzione, che dipende e allo stesso tempo è causa della maturazione della bocca e delle sue funzioni.I bambini le producono giocando appunto con la bocca o il volto, quindi facendo ad esempio le pernacchie o le espressioni buffe e in varie esperienze di vita quotidiana, come nel soffiare sulla minestrina calda.

      Qual’è il nemico del corretto sviluppo delle prassie?
      Fatta eccezione per i casi con problemi specifici in questi aspetti, accade di frequente che la corretta padronanza delle prassie e così pure della corretta produzione del linguaggio, vengano ostacolate da comportamenti spesso sottovalutati.Si tratta dei cosiddetti vizi orali: l’uso prolungato –oltre i 24 mesi- del ciuccio e del biberon, il perdurare del succhiamento del dito o di altri oggetti, la respirazione dalla bocca anziché dal naso. Un altro importante nemico del buon sviluppo orale è la mancanza di esplorazione ed esperienze fatte con la bocca nella prima infanzia, quindi entro i 2 anni.

      Come migliorare le competenze della bocca?
      Il consiglio del Logopedista, qualora il vostro bambino si dimostrasse“goffo” o impreciso nell’eseguire le prassie e nell’articolare i suoni del linguaggio, è di organizzare o improvvisare una palestra di smorfie DIVERTENTE all’interno di una cornice giocosa, perché possiate allenare questi particolari movimenti.
      Mettetevi a sedere con il vostro bambino di fronte a uno specchio, in modo che possa osservare i propri tentativi di imitarvi; oppure collocatevi di fronte a lui, cosicché vi possa vedere il volto; il momento del pasto può rivelarsi favorevole.
      Un’attività che si presta particolarmente è il racconto di una storia accompagnata da una marcata espressività del viso nel rappresentare le emozioni:la gioia, lo stupore, la rabbia…
      Ci sono fiabe che fanno proprio al nostro caso, comeI tre porcellini, in cui il lupo soffia sulle casette.
      Altre possibili attività sono le gare di smorfie, in cui vince chi propone la faccia più buffa; oppure, dopo aver scelto una smorfia, il vincitore sarà l’imitatore migliore, il più accurato.
      I giochi realizzabili sono davvero tantissimi e ancora una volta, la creatività è un’ottima alleata.

      Quali sono i benefici di una bocca allenata?
      La bocca è un ambiente fondamentale alla crescita del bambino:come per il bisogno primario dell’alimentazione, lo è altrettanto per gli aspetti del linguaggio, dell’esplorazione degli oggetti, della respirazione e dell’espressività del volto. Pertanto avere una bocca competente e “allenata” è sinonimo di un buon sviluppo di tutte le abilità che la interessano; dedicarvi del tempo nel gioco inoltre aiuta l’acquisizione di consapevolezza e padronanza del proprio corpo.

      E se la bocca fatica ad allenarsi?
      Se il vostro bambino incontra particolari difficoltà nell’eseguire le prassie è probabile che riporti difficoltà anche nella pronuncia delle lettere, che il suo volto sia poco espressivo, poco “attivo”, che presenti abbondante saliva nella bocca e sulle labbra, che mangi voracemente senza masticare bene o che al contrario, sia esageratamente lento e rifugga il momento del pasto… in poche parole: la sua bocca risulterà poco abile. In questi casi è bene rivolgersi al Logopedista, che lavorando in team saprà poi indirizzarvi la strada migliore da seguire.

      Logopedista Dorella Minelli
      Titolare Centro Italiano Logopedia

      Logopedista Dr.ssa Anna Guerrini
      Collaboratrice Centro Italiano Logopedia