Soffiare, sorridere, fare l’occhiolino, alzare le sopracciglia sono alcuni esempi delle “smorfie”, dette tecnicamente “prassie”, che i bambini padroneggiano come requisito al corretto sviluppo di fondamentali abilità: è il caso della masticazione, della deglutizione, della respirazione, dell’espressività del volto e, non da ultimo, dell’articolazione del linguaggio.
Ci sono infatti dei movimenti che il bambino deve essere in grado di eseguire volontariamente e che aiutano la pronuncia corretta delle lettere.Ad esempio, le lettere “s” e “f” si rendono con una fuoriuscita d’aria simile a un soffio, la “p” e la “b” richiedono un movimento delle labbra simile a uno scoppio. Più questi movimenti sono precisi e ben gestiti e probabilmente migliore sarà l’articolazione delle singole lettere, ma ancor più delle parole e delle frasi.
Quali sono?
Si tratta di movimenti che interessano nello specifico le labbra, la lingua, la bocca, le guance e il volto e ne sono d’esempio lo scoppio delle labbra come un pesciolino, lo schiocco della lingua come il galoppo del cavallo, mandare un bacio, soffiare, fischiare, aprire e chiudere la bocca, mostrare la lingua, canticchiare una melodia e ancora, corrugare la fronte, gonfiare le guance e tante altre.
In quali occasioni si possono osservare?
Le prassie si sviluppano normalmente in modo spontaneo, senza un insegnamento da parte dell’adulto; hanno una propria evoluzione, che dipende e allo stesso tempo è causa della maturazione della bocca e delle sue funzioni.I bambini le producono giocando appunto con la bocca o il volto, quindi facendo ad esempio le pernacchie o le espressioni buffe e in varie esperienze di vita quotidiana, come nel soffiare sulla minestrina calda.
Qual’è il nemico del corretto sviluppo delle prassie?
Fatta eccezione per i casi con problemi specifici in questi aspetti, accade di frequente che la corretta padronanza delle prassie e così pure della corretta produzione del linguaggio, vengano ostacolate da comportamenti spesso sottovalutati.Si tratta dei cosiddetti vizi orali: l’uso prolungato –oltre i 24 mesi- del ciuccio e del biberon, il perdurare del succhiamento del dito o di altri oggetti, la respirazione dalla bocca anziché dal naso. Un altro importante nemico del buon sviluppo orale è la mancanza di esplorazione ed esperienze fatte con la bocca nella prima infanzia, quindi entro i 2 anni.
Come migliorare le competenze della bocca?
Il consiglio del Logopedista, qualora il vostro bambino si dimostrasse“goffo” o impreciso nell’eseguire le prassie e nell’articolare i suoni del linguaggio, è di organizzare o improvvisare una palestra di smorfie DIVERTENTE all’interno di una cornice giocosa, perché possiate allenare questi particolari movimenti.
Mettetevi a sedere con il vostro bambino di fronte a uno specchio, in modo che possa osservare i propri tentativi di imitarvi; oppure collocatevi di fronte a lui, cosicché vi possa vedere il volto; il momento del pasto può rivelarsi favorevole.
Un’attività che si presta particolarmente è il racconto di una storia accompagnata da una marcata espressività del viso nel rappresentare le emozioni:la gioia, lo stupore, la rabbia…
Ci sono fiabe che fanno proprio al nostro caso, comeI tre porcellini, in cui il lupo soffia sulle casette.
Altre possibili attività sono le gare di smorfie, in cui vince chi propone la faccia più buffa; oppure, dopo aver scelto una smorfia, il vincitore sarà l’imitatore migliore, il più accurato.
I giochi realizzabili sono davvero tantissimi e ancora una volta, la creatività è un’ottima alleata.
Quali sono i benefici di una bocca allenata?
La bocca è un ambiente fondamentale alla crescita del bambino:come per il bisogno primario dell’alimentazione, lo è altrettanto per gli aspetti del linguaggio, dell’esplorazione degli oggetti, della respirazione e dell’espressività del volto. Pertanto avere una bocca competente e “allenata” è sinonimo di un buon sviluppo di tutte le abilità che la interessano; dedicarvi del tempo nel gioco inoltre aiuta l’acquisizione di consapevolezza e padronanza del proprio corpo.
E se la bocca fatica ad allenarsi?
Se il vostro bambino incontra particolari difficoltà nell’eseguire le prassie è probabile che riporti difficoltà anche nella pronuncia delle lettere, che il suo volto sia poco espressivo, poco “attivo”, che presenti abbondante saliva nella bocca e sulle labbra, che mangi voracemente senza masticare bene o che al contrario, sia esageratamente lento e rifugga il momento del pasto… in poche parole: la sua bocca risulterà poco abile. In questi casi è bene rivolgersi al Logopedista, che lavorando in team saprà poi indirizzarvi la strada migliore da seguire.
Logopedista Dorella Minelli
Titolare Centro Italiano Logopedia
Logopedista Dr.ssa Anna Guerrini
Collaboratrice Centro Italiano Logopedia
