Mi sono diplomata al Liceo Socio-psico Pedagogico V.Gambara nel lontano 2007, e
successivamente dopo aver intrapreso un percorso di laurea in scienze politiche ho deciso di tornare nell’ambito delle scienze educativo-pedagogiche diventando psicomotricista presso il C.Pm di Brescia.

Ho svolto i miei tirocini curricolari presso il reparto di oncoematologia pediatrica dell’ospedale Civile di Brescia, accompagnata dalla Dott.ssa Arcelloni Battaglia, e presso il centro di psicomotricità Magigioco accompagnando Marco De Rocco nello svolgimento di alcuni percorsi all’interno della scuola primaria.
Successivamente ho lavorato per conto della Dottoressa Battaglia, partecipando a bandi per la proposta di progetti di psicomotricità per diverse scuole primarie di Brescia. Nel frattempo ho continuato a lavorare per una associazione sportiva che si occupa di attività equestri, riabilitazione equestre e psicomotricità.
A Gennaio 2024 ho intrapreso la strada della libera professione: ho collaborato con la Coop La Mongolfiera, svolgendo percorsi di psicomotricità individuale e in piccolo gruppo con bambini e ragazzi neurodivergenti. Nel frattempo ho proposto percorsi di psicomotricità ad asili nido, scuole dell’infanzia e scuole primarie in tutta la provincia di Brescia
In tutti questi anni di esperienza ho potuto crescere come professionista, affinare il mio approccio e rendere i miei interventi sempre più apprezzati ed efficaci, fatti principalmente di gioco, ascolto, empatia e relazione.

La psicomotricità, viene erroneamente vista come “ginnastica”, attività motoria, o supporto terapeutico al disagio o alla disabilità, ma non è niente di tutto ciò. Cos è quindi la psicomotricità secondo il mio sentire, il mio vedere e quindi, il mio fare? La psicomotricità è saper creare un terreno, un’atmosfera, dove l’altro possa mostrarsi, è saper vedere ciò che l’altro davvero sia, andando nel profondo, grazie ad un gioco di tipo neuro-bio-evolutivo. La psicomotricità è un momento, durante il quale, la persona, piccola o grande, che magari sta trascorrendo momenti di fatica, diventa protagonista, in un tempo e in uno spazio, in cui la realtà possa essere plasmata, mettendola a servizio dei suoi bisogni più profondi. Bisogni che vanno dalla sfera sensomotoria a quella affettivo-relazionale in una grande bolla, dove la persona viene vista nella sua individualità e nella sua unica interezza, attraverso uno sguardo che mi sento di definire olistico. La psicomotricità è fatta si di materiali, spazi, oggetti, attiività, proposte, scoperte e sensazioni, ma, con l’essenziale impreziosimento della relazione, mediata, ponderata, consapevole, di chi sa esattamente cosa fare e come farlo, con l’obiettivo supremo di trasmettere e permettere di raggiungere
un generale stato di equilibrio e benessere.

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