Sono più di 200mila le personein Italia che ogni anno vengono colpite da ictus. Questo fa si che sia diventata la seconda causa di morte più comune e la prima a causare disabilità nell’adulto.
Fra le conseguenze permanenti si possono riscontrare problemi legati alla mobilità (paralisi/paresi), memoria, linguaggio (afasia), vista, cambiamenti della personalità e depressione.
Ci sono alcuni segnali, ne basta anche uno solo sopraggiunto in maniera improvvisa, che se non trascurati possono diventare importanti campanelli d’allarme per agire prontamente.
Quali sono i campanelli d’allarme che possono far presagire un ictus?
- debolezza o formicolio ad un arto;
- difficoltà di linguaggio;
- asimmetria del volto;
- perdita di equilibrio e coordinazione;
- difficoltà visiva a un occhio;
- senso di confusione;
- un violento mal di testa.
Per verificare i sintomi dell’ictus basta far eseguire delle semplici azioni. Questi semplici comandi seguono la sigla FAST.
- F come FACE (faccia): chiedere di sorridere o soffiare per identificare una paresi facciale;
- A come ARMS (braccia): provare a sollevare sulla testa entrambe le braccia per vedere se una ha difficoltà di movimento;
- S come SPEECH (linguaggio): chiedere di ripetere o produrre una frase semplice;
- T come TIME (tempo): basta anche uno solo di questi sintomi, per richiedere l’intervento del pronto soccorso.
L’azione tempestiva nel precoce riconoscimento dei segnali dell’ictus, così come la gestione del paziente in un ambiente specializzato possono fare la differenza.
